L'esilio condusse Giuseppe Zanardelli in Toscana ed un po' per caso, lui stesso, si appassionò a questa regione.

Alla terra, al suo mare, alla sua gente, ai suoi prodotti. A testimonianza di questa passione è emersa, proprio in questi giorni, una sua lettera datata Ottobre 1861 proveniente dall'archivio storico dell'Officina Profumo - Farmaceutica di Santa Maria Novella in Firenze. Lettera che al momento, vista l'occasione ed i festeggiamenti per l'Unità d'Italia, è esposta al pubblico presso i locali della nota spezieria.

Non si tratta però di una lettera di particolare pregio politico o giuridico ma un documento storico carico di affetti personali ed inviato alla madre. L'effige, alla sinistra del documento, riporta la scritta “Commissione reale per l'Insegnamento Nautico”: Livorno. Con tutta probabilità, il giurista già deputato a quel tempo, si trovava sulla costa Toscana per lavoro e qui “apprezzandone il clima e la vista sul mare” usava concedersi momenti di svago. È lo stesso giurista che elenca alla madre alcuni doni a lei inviati, tra i quali “troverai- scrive-alcune bottigliette delle profumerie di Santa Maria Novella” destinate all'amico Raggi di Brescia.

Non mancava l'apprezzamento di Zanardelli ai prodotti Toscani tanto da “divenir promessa ai cari amici” bresciani e non. Ed è qui che lo stesso Zanardelli enuncia alla madre il desiderio di salpare per Porto Ferraio “ove mi fermerò per quattro cinque giorni” con partenza da Livorno. “Prima di andare all'isola D'Elba, però - si legge tra le righe - faremo una gita a trovare Garibaldi a Caprera”. Non è dato sapere a quale titolo Zanardelli andò a trovare Garibaldi ed in compagnia di chi.

La conoscenza con Garibaldi, comunque, proveniva da lunga data e basti pensare che al momento dello scoppio della Seconda guerra d'Indipendenza, Zanardelli esule a Lugano, rientrò in Italia per incontrarsi con l'eroe dei due Mondi. Fu lo stesso futuro ministro che aderì ai “Cacciatori delle Alpi” promuovendo l'insurrezione di Giugno a Brescia. In ogni caso l'accenno alla madre di tale visita è breve, quasi a titolo solamente informativo. Poi gli affari di famiglia e qualche problema legato ad alcuni denari e di cui la madre si deve far carico. Infine prendono corpo alcune righe legate all'abbigliamento che la madre dovrebbe adottare, vista la nuova stagione invernale alle porte. “Qui si fa sempre un tempo superbo -concludeva diversamente Zanardelli nel salutare la madre - ed anche ora, benché siano le dieci di sera, scrivo qui dall'albergo sulla via del mare con la finestra aperta senza la minima sensazione di freddo; qui non ebbi mai occasione di uscire con un soprabito qualunque di mezza stagione”.