Storia dell'Officina
Arno

Storia dell'Officina

L'Arno

Fin dalla sua fondazione, Firenze si è accampata in una stretta pianura attraversata dal fiume Arno. Il fiume è padre in quanto risorsa insostituibile perché ricco di pesce, motore delle ruote dei mulini e degli opifici, nonché via d’acqua verso il mare, tanto da consentire la realizzazione di un porto per piccole imbarcazioni (navicelli) a valle della pescaia di Santa Rosa, raffigurata in entrambe le immagini. Il fiume è padrone e patrigno come appare dalle molte lapidi dei muri di Firenze che parlano di inondazioni devastanti, da quella storica del 1333 a quella ancora viva nella memoria del 1966.
L’Arno fu reso transitabile da un primo ponte in legno, quindi in muratura denominato, per questa ragione, Ponte Vecchio.
Dalla fine del Duecento e fino all’Ottocento, quattro sono i ponti che uniscono le due rive dell’Arno: Ponte Vecchio, alle Grazie, di Santa Trinita e alla Carraia.

 

1 - Copia ottocentesca della Pianta della catena di Francesco Rosselli, 1470, particolare, Museo di Palazzo Vecchio, Tracce di Firenze
2 - Caspar van Wittel, Veduta ideale del porto del Pignone, 1694, particolare, Palazzo Pitti, Galleria Palatina