Sala Vendita - Storia
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Secondo la tradizione, la cappella fu un dono di riconoscenza di Dardano Acciaioli ai frati domenicani.

Si racconta che, essendo Dardano ammalato e non sapendo i medici diagnosticare, né curare la sua malattia, gli ordinarono come cura una particolare uva detta “ursina” o “lugliola” che in quel periodo dell’anno era quasi impossibile da reperire. La mancata guarigione sarebbe quindi stata attribuita all’impossibilità di trovare la “medicina”. I frati di Santa Maria Novella, venuti a conoscenza di questo, raccolsero dal loro orto questa uva e la offrirono a Dardano che miracolosamente guarì. Il nobiluomo, per riconoscenza, propose ai domenicani di donare loro qualcosa che restasse a memoria perpetua ed essi chiesero che contribuisse alla costruzione di una cappella “per comodo degli infermi”. La cappella, infatti sorse nei pressi dell’infermeria ed i malati potevano così seguire le funzioni religiose anche dal proprio letto.