Storia dell'Officina
1612-1659: dall’Officina farmaceutica alla Fonderia di Sua Altezza Reale

Storia dell'Officina

1612-1659: dall’Officina farmaceutica alla Fonderia di Sua Altezza Reale

Nel 1612 come soprintendente alle attività dell’Officina fu chiamato un noto speziale fiorentino, affiancato dal 1613 dal domenicano Angiolo Marchissi. Questi, che ricoprì le funzioni di speziale del convento dal 1618 al 1659, fu studioso e sperimentatore di valore soprattutto negli studi alchemici, attivo durante la grave epidemia di peste del 1630-31 e in ottimi rapporti con Ferdinando II de’Medici, dal quale ottenne l’onore di poter fregiare la spezieria del titolo di Fonderia di Sua Altezza Reale e l’arme medicea che incornicia il ritratto di San Pietro martire. Lo scudo di questo stemma - sormontato dalla corona granducale con il giglio di Firenze - è costituito, con felice invenzione, dai sei bisanti (palle) medicei, cinque dei quali sono tenuti in mano da putti dorati avvolti nelle spire di un grande serpente che stringe fra le fauci la sesta palla. Il serpente, animale sacro al dio guaritore greco-romano Asclepio-Esculapio, è il simbolo della farmacopea e della medicina.

 

1 - Matteo Rosselli, Arme medicea con ritratto di San Pietro Martire, 1640 ca., Officina Profumo - Farmaceutica di Santa Maria Novella, Sala Verde.